<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Viaggi nel Cassetto</title>
	<atom:link href="http://www.viaggi-nel-cassetto.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org</link>
	<description>Itinerari nel mondo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 17:35:37 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Viaggiare apre la mente.</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/141/viaggiando-in-liberta/viaggiare-apre-la-mente/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/141/viaggiando-in-liberta/viaggiare-apre-la-mente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiando in libertà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/?p=141</guid>
		<description><![CDATA[Si, viaggiare, vedere luoghi, persone, modi di vivere diversi da quelli abituali aiuta a comprendere il mondo, a comprendere i punti di vista diversi dal nostro, viaggiare è ciò che ci aiuta a dare il giusto peso alle cose, ci avvicina agli &#8220;altri&#8221; ci fa diventare migliori.
Che si tratti di un piccolo viaggio in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si, viaggiare, vedere luoghi, persone, modi di vivere diversi da quelli abituali aiuta a comprendere il mondo, a comprendere i punti di vista diversi dal nostro, viaggiare è ciò che ci aiuta a dare il giusto peso alle cose, ci avvicina agli &#8220;altri&#8221; ci fa diventare migliori.</p>
<p>Che si tratti di un piccolo viaggio in Italia oppure di un tour lungo ed articolato o, meglio ancora di un viaggio senza meta, al nostro ritorno saremo sempre un po&#8217; migliori.</p>
<p>Sono convinto che sia benefico non soltanto farli i viaggi ma anche immaginarli. Ecco il motivo di &#8220;viaggi nel cassetto&#8221; dare a me stesso l&#8217;opportunità di imparare qualcosa seduto alla mia scrivania, la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, diverso e sconosciuto e dare a chi legge qualche informazione su dove sono stato e su dove vorrei andare, cosa fare, cosa vedere come andarci.</p>
<p>Senza la presunzione di voler fare la &#8220;guida di viaggio&#8221; per quelle ci sono i professionisti, i tour operator le guide llonely planet ed il National Geographic. Io desidero solo far passare al lettore qualche momento lieto, e, magari essere d&#8217;aiuto dove e come posso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/141/viaggiando-in-liberta/viaggiare-apre-la-mente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Glasgow</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/108/europa/glasgow/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/108/europa/glasgow/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/108/viaggiando-in-liberta/glasgow/</guid>
		<description><![CDATA[A Soltanto mezz&#8217;ora di treno da Edimburgo, che della Scozia è la capitale amministrativa, si trova Glasgow, città  più grande per abitanti e indiscussa capitale morale del calcio e del rock. Queste, evidentemente, sono solo mie illazioni, poiché da queste parti la ben poco amena metropoli  scozzese che sorge sulle rive del fiume Clyde, coi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Soltanto mezz&#8217;ora di treno da Edimburgo, che della Scozia è la capitale amministrativa, si trova Glasgow, città  più grande per abitanti e indiscussa capitale morale del calcio e del rock. Queste, evidentemente, sono solo mie illazioni, poiché da queste parti la ben poco amena metropoli  scozzese che sorge sulle rive del fiume Clyde, coi suoi 800 mila abitanti circa, viene propagandata come quella dello shopping. </p>
<p>Non c&#8217;è alcuna guida turistica che non rimarchi come, a Glasgow, si possano vedere i più bei negozi di tendenza di tutta la Gran Bretagna, Londra esclusa. Solamente che, se siete italiani, di vedere un punto vendita Armani o Dolce &amp; Gabbana, nella Merchant Area di Glasgow, è facile che vi interessi ben poco. Magari è meglio fare un salto alla Gallery of Modern Art o alle diverse opere dell&#8217;architetto Charles Maclntosh che sorgono in giro per la città . </p>
<p><!-- more --></p>
<p>Per la cronaca Maclntosh sta a Glasgow come Gaudi sta a Barcellona. Ambedue hanno reso proprie le città  nelle quali hanno vissuto, cambiandone per sempre i connotati (che detto così pare una cosa brutta ma non lo è). Solamente che Glasgow non è Barcellona, malauguratamente, e allora, dopo aver proiettato lo sguardo su Buchanan street e Sauchiehall street, le vie del movimento, e visitato la cattedrale, alquanto defilata dal resto della città , mi sono aggirato per il periferico quartiere universitario.</p>
<p> Poi ho visitato il villaggio di Hillhead, nel West End, e, dopo essere andato in pellegrinaggio presso il Clyde Scottish Exibition and Conference Centre (detto l&#8217;armadillo, vedere per comprendere&#8230;), ennesima opera di quel genio di Norman Foster, eretta sulla riva del fiume che taglia la parte sud di Glasgow, non mi è rimasto nient&#8217;altro da fare che chiudermi al Garage, al 490 di Sauchiehall ,teerts locale in cui tutte le sere va di scena qualche concerto di band locali. Perchè, se Edimburgo è la città delle parole, non esistono dubbi, Glasgow è quella della musica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/108/europa/glasgow/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Edimburgo</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/109/europa/edimburgo/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/109/europa/edimburgo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/109/viaggiando-in-liberta/edimburgo/</guid>
		<description><![CDATA[Sia che si tratti delle strade piene di curve e un po&#8217; spaventose sotto l&#8217;ombra del maniero, di quelle più o meno malfamate della zona del porto, mattoni a vista e lattine di birra per terra, oppure di quelle dal gusto mitteleuropeo della città  nuova, larghe e imponenti, non c&#8217;è angolo di Edimburgo che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sia che si tratti delle strade piene di curve e un po&#8217; spaventose sotto l&#8217;ombra del maniero, di quelle più o meno malfamate della zona del porto, mattoni a vista e lattine di birra per terra, oppure di quelle dal gusto mitteleuropeo della città  nuova, larghe e imponenti, non c&#8217;è angolo di Edimburgo che non dichiari come questa sia una città  rivolta alla produzione letteraria. Non prendendo in cosiderazione il fatto che è impossibile non accorgersi della presenza degli scrittori che da queste parti hanno vissuto o vivono, a Edimburgo è proprio l&#8217;atmosfera che si respira a essere letteraria, come se si procedesse tra le righe di una narrazione.</p>
<p>Accade a Roma con la storia, a Firenze con l&#8217;arte, a Londra con la musica. Non è dunque un caso che l&#8217;Unesco l&#8217;abbia scelta come Capitale europea della Letteratura. Sul confine tra la città vecchia e la nuova, lungo l&#8217;arteria di Princess street, troviamo il Sir Walter Scott of Scotland Monument, che con 281 scalini e l&#8217;imponente effigie si candida ad essere il più colossale tributo che uno stato abbia mai costruito per un autore. Dalle nostre parti famoso per il romanzo, Scott considerato dagli scozzesi un vero padre della nazione, capace con la scritti di restituire al paese una propria identità , alla faccia del nemo propheta in patria. </p>
<p><span id="more-109"></span>Eppure ciò è solamente il più chiaro segno della letterarietà  di Edimburgo, dato che la capitale scozzese non è soltanto Walter Scott. Lungo la Royal Mile, difatti, a pochissimi passi dalla fortezza, nella Lady Stair&#8217;s Close, troviamo il museo degli Scrittori, una palazzina su tre piani dedicata agli scrittori di Edimburgo degni di annotazione: lo stesso Scott, Robert Burns e Robert Louis Stevenson. Assenti non giustificati Irvine Welsh, che con Trainspotting è diventato un classico, il giovane Christopher Brookmyre e J. K. Rowling, &quot;mamma&quot; di Harry Potter.</p>
<p>Dopo aver reso omaggio a Stevenson e soci, é obbligatoria una sosta al castello, per una full immersion dentro alle atmosfere gotiche di Edimburgo. Ma, poiché questo è un rapporto letterario, fatte le fotografie di rito nel corso del cambio della guardiia, accanto a uno dei cannoni, usciamo dalla fortezza e ci rimetto nella Royal Mile, alla ricerca delle testimonianze lasciate dai molti scrittori che in questa città  hanno passato la vita. Prima di procedere su questo rettifilo che collega la fortezza alla dimora della sovrana, però, è meglio effettuare una deviazione nella parte sud di Edimburgo vecchia, alla ricerca di particolari interessanti. Inizio dalla classica pausa davanti a Greyfriar&#8217;s Bobby, in Candlemakers Row.</p>
<p>È un monumento che riproduce uno skye terrier eroe della città, che si rifiutò di lasciare la sepoltura del proprietario, nel vicino cimitero della Greyfriar&#8217;s Kirkyard. Nel camposanto, già  che siamo in zona, porgiamo omaggio alle spoglie del famoso poeta Allan Ramsay e del meno noto collega William McGonagall, considerato il peggior lirico mondiale. Nel tornare verso la Royal Mile ci fermiamo al Museum of Scotland, appresso beviamo un caffè vicino a The Elefant House, al 21 di George IV Bridge. E&#8217; il pub dove era solita sedersi la scrittrice J. K. Rowling, quando era ancora una semplice insegnante di scuola, e quando Harry Potter esisteva solamente nella sua immaginazione. Non sia mai che il posto porti fortuna anche a noi&#8230;</p>
<p>Proprio dirimpetto troviamo una delle più grandi biblioteche del Regno Unito, la National Library of Scotland, del 1682. Rientrati sulla Royal Mile ci troviamo davanti il Deacon Brodie&#8217;s ennesimo pub di Edimburgo. Il locale prende il nome dal diacono William Brodie, devoto e rispettato di giorno, giocatore d&#8217;azzardo e tagliaborse di notte, personaggio reale che ispirò il compaesano Robert Louis Stevenson per il capolavoro Il misterioso caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde. Lasciando la fortezza dietro di voi, la Royal Mile vi regala una sfilza di monumenti importanti. Si inizia dalla bella cattedrale di St. Giles che, all&#8217;esterno, presenta The Heart of Midlothian. Un nome leggendario che nasconde una semplice iscrizione di ciottoli, lungo la via su cui le persone del popolo sputa, come gesto portafortuna. Sul versante sud della piazza si erge il vecchio Parlamento, del 1639. Poco al di là, l&#8217;edificio più storico di Edimburgo, dove soggiornò lo scrittore Daniel Defoe nel 1706, quando era Agente inglese nelle negoziati per l&#8217;unificazione fra Scozia e Inghilterra. Subito dopo, lo Scottish International Storytelling Centre. Rientrati lungo la via, ritrovo la Canongate Kirk, dove troviamo la tomba dell&#8217;economista Adam Smith, l&#8217; ideatore della attuale concezione di capitalismo, e quella di Robert Fergusson, il più grande poeta di Edimburgo. Prossima fermata lo Scottish Poetry Library, in Crichton&#8217;s Close (la corte non pare dedicato al Michael, noto autore di bestseller), dove sono di casa rime e poemi negli idiomi locali, gaelico e scozzese antico, ma anche in quelli di ogni angolo mondiale. Mentre penso a quanto la letteratura sia di casa ad Edimburgo, giungiamo alla fine della Royal Mile. In questo luogo troviamo The Palace of Holyroodhouse, dimora scozzese di Sua Maestà  la Regina Elisabetta II. È un palazzo sontuoso, con parco e museo. Alla sinistra dell&#8217;edificio, la montagnola che dà  il nome alla zona, Holyrood, uno dei tre colli sui quali si erge Edimburgo. Uno spazio di 263 ettari, con il punto più elevato nell&#8217;Arthur&#8217;s Seat vulcano oramai spento. Davanti al Palace of Holyroodhouse c&#8217;è il nuovo parlamento scozzese, dell&#8217;architetto iberico Enric Miralles, considerato uno dei più interessanti nel Regno Unito. Vado a fare un salto sul terzo cucuzzolo, per finire nella zona portuale, quella di Trainspotting. Il colle è Calton Hill, all&#8217;estremità  nordorientale della città  nuova. A vederla fa un insolito effetto, una costruzione originale che rifà  il verso al Partenone, un elemento di antica Grecia in mezzo alla Scozia. La veduta della città è  incredibile, perché Calton Hill, 330 metri sul livello del mare, è il punto più panoramico di Edimburgo. Scendiamo lungo la Leith Walk, sino al porto. è la parte più folcloristica di Edimburgo, con quel certo carisma un po&#8217; simpaticamente canagliesco, messo in scena da Irvine Welsh, il più grande scrittore scozzese in vita. Qui si vedono le tipiche facce rubiconde di chi è cresciuto all&#8217;aria aperta e svezzato a birra Guinness più che con. il latte. Dalla fauna che c&#8217;è in giro credo che Welsh non si sia inventato nulla, e subito corro con la mano al portafogli ed al coltellaccio a serramanico che tengo in tasca. Del mare neppure l&#8217;ombra. E quando il vostro ci accorgiamo di essere gli unici visitatori nel raggio di alcuni chilometro, memore proprio dei romanzi di Welsh, torniamo sui nostri passi e lasciamo Edimburgo, non prima di aver reso onore al monumento costruito in onore di Sir Arthur Conan Doyle, a Leith Walk. La scultura di Sherlock Holmes, il suo personaggio più riuscito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/109/europa/edimburgo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>sardegna delle meraviglie</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/105/italia/sardegna/sardegna-delle-meraviglie/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/105/italia/sardegna/sardegna-delle-meraviglie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 20:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/105/italia/sardegna/sardegna-delle-meraviglie/</guid>
		<description><![CDATA[La Sardegna è veramente l&#8217;isola delle sorprese. E la prima rivelazione è quella di un retroterra di inaspettata bellezza, che non disillude colui che ha già  scoperto le splendide coste. &#34;Meraviglioso spazio attorno e spazio da viaggiare, niente di esaurito, nulla di conclusivo è come la libertà  stessa&#34;. Sono le parole scelte dallo scrittore britannico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Sardegna è veramente l&#8217;isola delle sorprese. E la prima rivelazione è quella di un retroterra di inaspettata bellezza, che non disillude colui che ha già  scoperto le splendide coste. &quot;Meraviglioso spazio attorno e spazio da viaggiare, niente di esaurito, nulla di conclusivo è come la libertà  stessa&quot;. Sono le parole scelte dallo scrittore britannico D.H. Lawrence per narrare la suo sosta sull&#8217;isola nei primi giorni del Novecento, parole che tornano alla mente attraversando i territori delle Marmille, Sarcidano, Arci- Grighine e le due Giare. Un&#8217;area estesa su oltre 900 km quadrati nella Sardegna sud occidentale divisa tra le provincie di Oristano e Cagliari, tutta da rivelare per la straordinaria abbondanza del patrimonio ambientale e culturale. I sinuosi colli appaiono improvvisamente in mezzo a frutteti, oliveti e appezzamenti coltivati, alternandosi ad impervi torrioni rocciosi, canyon spettacolari e vallate coperte di boscaglie che marcano l&#8217;inizio delle austere terre del Sarcidano, a seguire i boschi, le cascate, i paesaggi mozzafiato e le infinite solitudini che portano sino al litorale, dentro l&#8217; ampia superficie protetta del Monte Arci e ancora la bellezza delle giare, gli altopiani basaltici laddove in mezzo a alle sughere piegate dal maestrale risaltano in primavera le bianche fioriture dei ranuncoli, rendendo ancor più pittoresche i bradi galoppi dei cavallini.</p>
<p><!-- more --></p>
<p>Sono posti dai panorami mutevoli, dove si nascondono testimonianze che parlano della presenza dell&#8217;uomo in queste terre sin dal inizio della Storia. Resti di antica testimonianza sono dappertutto, a Morgongiori, ad Asuni, a Nureci, a Senis, a Pompu, mentre le sepolture ipogeiche a domus de janas si possono vedere a Genna Salixi, Serra Longa e Bigia &#8216;e Monti a Gonnostramatza. Tantissime sono le vestigia nuragiche, emblema della storia antichissima dell&#8217;isola, assieme ai suoi paeselli, templi ipogeici e tombe dei giganti. Ma non termina qui lo straordinario patrimonio di queste terre, alle falde del Monte Arci si schiudono le cave da cui si estraeva l&#8217;ossidiana, il preziosissimo elemento vulcanico impiegato ancor prima dell&#8217;età  dei metalli per la produzione di lame. Una spedizione dentro alle Marmille, Sarcidano,Arci,Grighine si può ideare in tutte le stagioni, ospiti di edifici storici in mattoni di terra cruda trasformati in hotel a 4 stelle, centri termali, bed &amp; breakfast, agriturismi. Impossibile annoiarsi in queste zone, prima di tutto grazie all&#8217;impegno di 4 consorzi (Due Giare, Parco Naturale del Monte Arci, Sa Perda &#8216;e Iddocca, Sa Corona che dando vita a percorsi a tema, eventi, mostre e sagre animano la vita ed il calendario dei 44 comuni dell area. Ad Asuni, si va per il Festival del Cinema a luglio e per il Festival Parole e Visioni di fine settembre, a Baradili si fa festa tra i selciati incorniciati da vecchie case in sasso nella circostanza delle Olimpiadi del Gioco Tradizionale della Sardegna, al Concorso I Sapori di Ieri 44 comuni festeggiano la gastronomia locale offrendo degustazioni di pasta, pane, olio, formaggi, miele, zafferano e dolci alle mandorle. E poi per chi ha ancora fame di cultura, esistono i musei archeologici, ambientali ed etnografici. Fra tutti, sono da non perdere le sale del Museo del territorio di Villanovaforru che espone diorami di ambienti naturali e allestisce mostre temporanee. Ma sono di enorme attrattiva anche i musei dedicati all&#8217;arte tessile ed al tappeto a Mogoro e Morgongiori, il Museo Casa Steri a Siddi sulle tradizioni agroalimentari, quello della civiltà  contadina a Gonnosnà e quello del balocco antico di Ales, che simboleggiano uno dei tanti buoni motivi per un esplorazione nella Sardegna più inconsueta splendida, selvaggia eppure modellata attraverso tocco impalpabile e cortese dalla mano dell&#8217;uomo, in un dipinto vivente dove natura, cultura e tradizioni si compongono ad arte per concedere emozioni difficili da scordare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/105/italia/sardegna/sardegna-delle-meraviglie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>micronesia</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/104/oceania/micronesia/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/104/oceania/micronesia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 20:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Micronesia]]></category>
		<category><![CDATA[oceania]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/104/oceania/micronesia/</guid>
		<description><![CDATA[La Polinesia Francese possiede i mari colmi di pesce e le foreste ricche di palme da cocco, alberi del pane, mango, papaia. Ma alle sue antiche risorse preferisce la carne, che chiaramente arriva da molto lontano, e costosi alimenti inscatolati. Patisce di obesità  e di diabete e di un desiderio di autonomia dalla Francia che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Polinesia Francese possiede i mari colmi di pesce e le foreste ricche di palme da cocco, alberi del pane, mango, papaia. Ma alle sue antiche risorse preferisce la carne, che chiaramente arriva da molto lontano, e costosi alimenti inscatolati. Patisce di obesità  e di diabete e di un desiderio di autonomia dalla Francia che, per molto tempo ancora, non potrà  soddisfare. Il CEP (Centre d&#8217;experimentation du Pacifiquel ha interrotto i suoi esperimenti nucleari nel 1996, eppure la Francia continua a voler tenere a bada i suoi sensi di colpa, assicurando alle isole denaro e sostegno.</p>
<p>Su isole lunghe soltanto un pugno di km girano fuoristrada di grossa cilindrata, inutili e costosi. E tutto ciò che proviene dalla cultura occidentale pare essere accettato, come due secoli fa venivano accolti i diversi James Cook o Samuel Wallis provenienti dall&#8217;Europa: come una manifestazione del volere degli dei, la cui generosità  non poteva essere messa in discussione. </p>
<p>Eppure, sui due giornali locali le prime pagine vengono integralmente rivolte agli annunci commerciali, alle offerte di matrimonio e alle fotografie, scattate all&#8217;aeroporto di Papeete, di chi arriva e di chi parte. A seguire sono pubblicate informazioni sulle attività  delle differenti comunità religiose, dato che i polinesiani non hanno perduto la loro spiritualità : hanno solamente modificato le divinità  a cui appellarsi. </p>
<p><span id="more-104"></span>Le novità dal mondo oltre  il Pacifico vengono confinate nelle ultime colonne, affievolite daIle ore di fuso orario e più di venti di aereo. La storia di queste isole, abitate da più di trenta mila anni, sono raccontate nei simboli ancestrali che perfino gli stranieri si fanno tatuare suI corpo, il più delle volte senza immaginarne il senso. E fra i sassi allineate davanti al mare, nei tradizionali marae che una volta erano il posto più sacro dell&#8217;isola e sui quali vennero sacrificate agli dei numerose vite umane.</p>
<p>Malgrado la sua debolezza , la Polinesia riesce ancora oggigiorno a catturare tante anime, poiché i colori accesi della sua natura fanno venir voglia di trasferire in questo luogo la propria esistenza. Ma nel caso che non si intende rimanere incagliati tra questi mari, il viaggio in Polinesia può essere vissuto come una delle esperienze più rilassanti e piacevoli da regalarsi per un&#8217;occasione romantica: non per caso, la stragrande maggioranza dei turisti stranieri viene in questo luogo in viaggio di nozze o per celebrare una ricorrenza importante. Ed è¨ in questa occasione che le isole mostrano le relative impeccabili e rassicuranti immagini da cartolina.</p>
<p>Ed&#8217; il lusso una delle cose fondamentali di una vacanza nel cuore del Pacifico. Che si vive fino alla fine a bordo di uno panfilo esclusivo come il Moana, in una crociera che approda in alcune delle isole più belle dell&#8217;arcipelago . Tutte le mattine, laddove l&#8217;alba si fa largo in mezzo alle nubi e traccia le prime ombre sulla laguna, il personale del panfilo inizia a tirare a lucido gli ottoni, a sistemare i cuscini nelle poltroncine di vimini, ad accendere la jacuzzi sul ponte, ad adornare con fiori delle tradizionali gardenie bianche tahitiane, il buffet della prima colazione.</p>
<p>E l&#8217; autentico Iusso non tollera sbavature o mezze misure: per la colazione, prevista suIla spiaggia deserta , offre Champagne, anche se l&#8217;occhio ancora stropicciato dal sonno suggerirebbe un bel caffè. Il personale ti segue dappertutto con gli occhi e, già  dopo il primo giorno, rammenta che preferisci l&#8217;acqua naturale a quella con le bollicine e che l&#8217;aria condizionata ti piace solamente se è¨ discreta. Camerieri, marinai, animatori sanno essere addirittura simpatici, malgrado la loro impeccabilità, ma sono scrupolosamente europei dato che, spiegano i dirigenti, i polinesiani non sono molto affidabili e, nel momento in cui sbarcano nella loro isola, rischiano di non risalire più a bordo. Un catamarano di 36 metri che naviga all&#8217;interno del grande atollo di Rangiroa, nell&#8217;arcipelago delle Tuarnotu è¨ però pronto a provare il contrario. A parte lo chef di origine bretone, il suo personale di bordo è¨ totalmente polinesiano, non ha ancora abbandonato l&#8217;imbarcazione ed accompagna i pranzi in riva al mare con l&#8217; amabilità della musica tradizionale e quelle danze sinuose che conquisterebbero i cuori più difficili. Rangiroa è¨ un&#8217;altra insidia per l&#8217;anima. Un enorme cerchio di sabbia e palme, lungo un&#8217;ottantina di chilometri e senza nulla in mezzo. È un atollo così sottile che si può andare a passeggio da un lato all&#8217;altro della riga di terra, passando dalle acque piatte e turchesi della laguna a quelle più mosse del reef. Su alcuni motu la sabbia è¨ molto fine e rosata. Su altri si è¨ indurita in conformazioni rocciose che rammentano un paesaggio lunare ed i tronchi secchi di piante, oramai senza vita, sono levigati dall&#8217;acqua e schiariti dal sole, trasformandosi in sculture lignee che paiono create da una mano esperta. Anche qui i raggi del sole non riescono a stare al loro posto, generando un po&#8217; di disorientamento in chi scende dal catamarano. Ed anche in questo luogo la natura tradisce tutta la sua duplicità, che a volte decide di manifestarsi in uomini dalle unghie laccate, le labbra tinte di rosso e appariscenti sandaIi con i tacchi. Sono i mahui travestiti. La consuetudine voleva che ogni figlio maggiore venisse vestito ed allevato dalla sua famiglia come una donna. Ancora oggi, l&#8217;uomo che si pensa donna è¨ considerata una persona magica e speciale, perché© possiede la fortuna di avere la forza virile e la sensibilità  femminile contemporaneamente e di avere due percezioni differenti del mondo. In definitiva, ciascuna incoerenza in questo luogo possiede un suo senso e una cosa da raccontare. E risulta veramente arduo non lasciarsi accalappiare da queste isole sparpagliate nel Pacifico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/104/oceania/micronesia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>maldive</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/106/asia/maldive/maldive/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/106/asia/maldive/maldive/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 00:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maldive]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/106/asia/maldive/maldive/</guid>
		<description><![CDATA[Le Maldive sarebbero allora un dono del cielo. Si narra che, in una giornata di grande generosità , un dio munifico avrebbe sgranato un rosario di pietre preziose nell&#8217;Oceano Indiano, vicino a Sri Lanka. 
Tentati di credere a questo racconto, ci domandiamo se un simile benefattore volesse fare un favore a se stesso, ovvero concedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Maldive sarebbero allora un dono del cielo. Si narra che, in una giornata di grande generosità , un dio munifico avrebbe sgranato un rosario di pietre preziose nell&#8217;Oceano Indiano, vicino a Sri Lanka. </p>
<p>Tentati di credere a questo racconto, ci domandiamo se un simile benefattore volesse fare un favore a se stesso, ovvero concedere un assaggio di paradiso a noi comuni mortali. Fatto sta che sbarcando a Hululè, minuscolo aeroporto nelle vicinanze di Male, la capitale dell&#8217;arcipelago, una languida ninfa maldiviana su una riva bianca è sin d&#8217;ora  la promessa di uno spaesamento assoluto. </p>
<p>Non è che un&#8217;immagine pubblicitaria, eppure è sufficente salire su un idrovolante rosso che pare uscito da un fumetto, e ci troviamo già  a bagno. Dall&#8217;oblò del taxi locale che &quot;salta&quot; di isola in isola, lo sguardo rimane rapito dalla limpidezza dell&#8217;acqua dai riflessi turchesi. </p>
<p>Lo spettacolo è incantevole. L&#8217; arcipelago è un magnifico acquarello: blu, smeraldo, giada, declinati all&#8217;infinito. C&#8217;è un banco di sabbia sulla barriera corallina, ed è¨ come se fosse nato dal niente. Il vento, le onde, le correnti e le maree hanno fatto il resto, rifinendo perfettamente la ghirlanda di isole ovali, circolari o a falce di luna, distribuite su 800 km da settentrione a meridione. Sono 1192 per l&#8217;esattezza, raggruppate in 26 atolli, alte non più di un metro al di sopra del livello del mare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/106/asia/maldive/maldive/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>corsica sci</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/102/neve/corsica-sci/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/102/neve/corsica-sci/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 17:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/102/neve/corsica-sci/</guid>
		<description><![CDATA[Corsica &#8211; sulla pista Napol&#232;on 
Come proposta estiva non &#232; certo una novit&#224;&#160;, come destinazione per gli amanti della montagna pu&#242; provocare un certo sbalordimento. Eppure la Corsica &#232; gradevole anche per chi scia. La prima stazione invernale &#232;&#168; stata costruita nel 1964 e al giorno d&#8217;oggi l&#8217;isola offre tre zone per lo sci alpino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>Corsica &#8211; sulla pista Napol&#232;on </P><br />
<P>Come proposta estiva non &#232; certo una novit&#224;&nbsp;, come destinazione per gli amanti della montagna pu&#242; provocare un certo sbalordimento. Eppure la Corsica &#232; gradevole anche per chi scia. La prima stazione invernale &#232;&#168; stata costruita nel 1964 e al giorno d&#8217;oggi l&#8217;isola offre tre zone per lo sci alpino (Ghisoni, Vergio, Val d&#8217;Eze) e tre per quello di fondo (Quenza, Aitone e Zicavo) Le nevicate sono copiose, particolarmente nel mese di febbraio e nel mese di marzo. Tanta neve consente di togliersi molto pi&#249; di un semplice capriccio. Certe discese sono persino omologate per le gare dalla Federazione di Sci Francese, come la pista Napol&#232;on, a Vergio. Gli skipass costano circa &#8364; 15 al giorno. Gli appassionati dello sci alpinismo hanno a disposizione 100 chilometri di creste, con pi&#249; o meno 40 vette da scoprire. Poi c&#8217;&#232; la famosa Haute Route (conosciuta anche come Grande Randonn&#232; 20), un tracciato escursionistico di alta quota che percorre l&#8217;isola in trasversale, da Calenzana a Conca. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/102/neve/corsica-sci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>crans montana</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/103/neve/crans-montana/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/103/neve/crans-montana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 05:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/103/neve/crans-montana/</guid>
		<description><![CDATA[Crans Montana la neve in musica 
&#200;&#710; una proposta che non scontenta nessuno, n&#232; gli appassionati delle attivit&#224;&#160; sportive, n&#232; chi vuole svagarsi sino alle ore piccole, e nemmeno chi &#232; in cerca di riposo in famiglia. Non &#232;&#168; un episodio che proprio Crans Montana, nel Cantone svizzero del Vallese, accolga uno degli eventi musicali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>Crans Montana la neve in musica </P><br />
<P>&#200;&#710; una proposta che non scontenta nessuno, n&#232; gli appassionati delle attivit&#224;&nbsp; sportive, n&#232; chi vuole svagarsi sino alle ore piccole, e nemmeno chi &#232; in cerca di riposo in famiglia. Non &#232;&#168; un episodio che proprio Crans Montana, nel Cantone svizzero del Vallese, accolga uno degli eventi musicali pi&#249; trendy d&#8217;Europa: il Caprices Festival. Che, durante passata edizione, ha visto salire sulla ribalta gruppi d&#8217;eccezione, come i Deep Purple. Per la nuova rassegna, sono in arrivo Robert Plant e Lou Reed. La musica &#232;&#168; una costante pure nelle spaziose piste da sci, con concerti in alta quota, intanto che si ammirano montagne maestose come il Monte Bianco ed il Cervino. Esistono Snowpark ed attrezzature per il freestyle sono accessibiIi a tutti, &#232; sufficente avere la giusta dose di sicurezza e follia: diversamente &#232;&#168; uno spettacolo osservare. Pure il doposci offre numerose valide opzioni: da un&#8217;ottima cenetta in uno dei tantissimi ristoranti della fornita tradizione vallese a qualche puntata al casin&#242; ad una serata di musica in un locale di moda. C&#8217;&#232; unicamente da scegliere. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/103/neve/crans-montana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>cavalcate sulla neve</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/100/neve/cavalcate-sulla-neve/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/100/neve/cavalcate-sulla-neve/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 21:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/100/neve/cavalcate-sulla-neve/</guid>
		<description><![CDATA[Cavalcate nella distesa immacolata 
Una giornata di equitazione sulla neve, al di sotto della torreggiante vetta del Grivola e sopra la valle dove si snoda, sinuosa, la Dora Baltea. &#200;&#710; la proposta, , del Gruppo Attacchi Valle d&#8217;Aosta con guida, pranzo e cavallo, se non si porta il proprio animale che, su domanda, programma pure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>Cavalcate nella distesa immacolata </P><br />
<P>Una giornata di equitazione sulla neve, al di sotto della torreggiante vetta del Grivola e sopra la valle dove si snoda, sinuosa, la Dora Baltea. &#200;&#710; la proposta, , del Gruppo Attacchi Valle d&#8217;Aosta con guida, pranzo e cavallo, se non si porta il proprio animale che, su domanda, programma pure escursioni di pi&#249; giorni. Si parte dall&#8217;area sportiva di Saint-Nicolas, a 1269 metri di altitudine, per giungere sino ai 1780 metri della terrazza panoramica di Vetan, percorrendo vie carrarecce, innevate, fra le boscaglie ed incontrando piccoli paesi rurali. Sono richieste sufficienti capacit&#224;&nbsp; equestri. Un&#8217;altra opportunit&#224;&nbsp; per andare a cavallo nella neve &#232; in Val d&#8217;Ultimo, nelle vicinanze di Merano, in Alto Adige. Il titolare dell&#8217;hotel Theistadl &#232;&#168; un maestro di equitazione ed ha diversi cavalli. Pare pressoch&#233; un angolo d&#8217;America, grandi spazi e monta western. In queste zone la vita &#232;&#168; alquanto rilassante: ci si pu&#242; fermare nel bel mezzo di una cavalcata, accendere un fal&#242;, sorseggiare assieme una coppa di vin brul&#232; e poi partire di nuovo alla volta dell&#8217; albergo per una sauna. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/100/neve/cavalcate-sulla-neve/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>chamois</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/101/neve/chamois/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/101/neve/chamois/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/101/neve/chamois/</guid>
		<description><![CDATA[chamois 
Esiste un solo paesino di montagna, in Italia, dove si pu&#242; soggiornare e sciare senza mai vedere un&#8217;automobile. &#200; Chamois, a 1800 metri di altitudine, in Valle d&#8217;Aosta. Per raggiungerlo bisogna prendere la teleferica a Buisson, sulla strada per Cervinia, in attivit&#224; dal mattino presto sino a sera inoltrata ed, in caso d&#8217;emergenza, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>chamois </P><br />
<P>Esiste un solo paesino di montagna, in Italia, dove si pu&#242; soggiornare e sciare senza mai vedere un&#8217;automobile. &#200; Chamois, a 1800 metri di altitudine, in Valle d&#8217;Aosta. Per raggiungerlo bisogna prendere la teleferica a Buisson, sulla strada per Cervinia, in attivit&#224; dal mattino presto sino a sera inoltrata ed, in caso d&#8217;emergenza, anche di notte. Chamois &#232;&#168; una piccola oasi di quiete sulla neve, costituita da baite, casolari e chalet, in posizione panoramica in una conca soleggiata e riparata dai venti. Evitando di penalizzare lo sci: due seggiovie e vari skilift conducono su belle piste, sino a 2500 metri di altitudine. Gli alberghi, pochissimi, e con ambiente familiare, sono nel borgo principale di Corgnolaz. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/101/neve/chamois/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>atlante</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/99/neve/atlante/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/99/neve/atlante/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/99/neve/atlante/</guid>
		<description><![CDATA[Atlante: prima dello sci il Sahara 
Partire la mattina dai souk di Marrakech e arrivare, per cena, in un rifugio innevato: proprio cos&#236;, in Marocco va a sciare. Sulla catena dell&#8217;Atlante, che oltrepassa i 4000 metri di quota. Quasi sempre si combina lo sci al safari del deserto: una delle escursioni sci alpinistiche pi&#249; gettonate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>Atlante: prima dello sci il Sahara </P><br />
<P>Partire la mattina dai souk di Marrakech e arrivare, per cena, in un rifugio innevato: proprio cos&#236;, in Marocco va a sciare. Sulla catena dell&#8217;Atlante, che oltrepassa i 4000 metri di quota. Quasi sempre si combina lo sci al safari del deserto: una delle escursioni sci alpinistiche pi&#249; gettonate conduce da Marrakech alla vetta Toubkal (4167 metri). &#8220;I muli portano i bagagli sino alla neve, che solitamente comincia a 3000 metri. Gli ultimi 1000 metri di dislivello si dovranno percorrere con gli sci&#8221;, racconta la guida. E alla fine, una volta giunti, la discesa su una coltre bianca compatta, primaverile. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/99/neve/atlante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>andorra e shopping</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/98/neve/andorra-e-shopping/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/98/neve/andorra-e-shopping/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 03:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/98/neve/andorra-e-shopping/</guid>
		<description><![CDATA[Andorra &#8211; Shopping di montagna 
Ad Andorra lo sci &#232;&#168; preso cos&#236; tanto seriamente che &#232;&#168; considerato sport nazionale e praticato obbligatoriamente dagli alunni, iniziando dalle elementari. Il piccolo Principato &#232; difatti incastonato tra le cime dei Pirenei. Si pu&#242; sciare tra i boschi a Pal, avventurarsi in fuoripista controllati a Soldeu El Tarter, scendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>Andorra &#8211; Shopping di montagna </P><br />
<P>Ad Andorra lo sci &#232;&#168; preso cos&#236; tanto seriamente che &#232;&#168; considerato sport nazionale e praticato obbligatoriamente dagli alunni, iniziando dalle elementari. Il piccolo Principato &#232; difatti incastonato tra le cime dei Pirenei. Si pu&#242; sciare tra i boschi a Pal, avventurarsi in fuoripista controllati a Soldeu El Tarter, scendere lungo ripidi pendii a Pas de la Casa/Grau Roig ovvero dedicarsi ad escursioni con gli sci ai piedi a Ordino-Arcalis. I cinque comprensori di Andorra sono attrezzati per proporre una qualit&#224;&nbsp; delle piste ineccepibile, con impianti di risalita moderni e veloci. Esistono talmente tante discese che non si forma mai la coda agli skilift. Una volta tolti gli sci, lo svago prosegue nei piccoli paesi di montagna o nell&#8217; esuberante capitale, La Velia. Questo centro moderno &#232;&#168; un succedersi di scintillanti boutique, in cui si pu&#242; comprare a prezzi competitivi e soprattutto senza Iva, perch&#233;&#169; &#232;&#168; porto franco (come Livigno in Italia). Il luogo di incontro per chi predilige lo shopping &#232;&#168; Les Pyren&#232;es adva( MerixteI121), i grandi magazzini andorrani. Si comprano bene profumi, gioielli e attrezzatura elettronica. Andorra si pu&#242; raggiungere con facilit&#224; in automobile o in aereo da Barcellona. Il viaggio: 6 giorni di skipass nell&#8217;area di Grandvalira, la pi&#249; attrezzata, costano veramente poco. Gli hotel a tre stelle hanno prezzi da alla settimana altrettanto abbordabili. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/98/neve/andorra-e-shopping/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sardinia farm</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/43/italia/sardegna/sardinia-farm/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/43/italia/sardegna/sardinia-farm/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 02:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/43/italia/sardegna/sardinia-farm/</guid>
		<description><![CDATA[Ma esistono sardi anche più vecchi. [ millenari nuragici che sul altopiano della Giara di Serri edificarono un abitato fortificato ed un santuario con tempio a pozzo dove celebravano riti e feste religiose. Alle pendici di questo isolato altopiano, a Gergei, vive Emilio, pastore di un ridotto gregge che per sopravvivere alla crisi economica (il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma esistono sardi anche più vecchi. [ millenari nuragici che sul altopiano della Giara di Serri edificarono un abitato fortificato ed un santuario con tempio a pozzo dove celebravano riti e feste religiose. Alle pendici di questo isolato altopiano, a Gergei, vive Emilio, pastore di un ridotto gregge che per sopravvivere alla crisi economica (il latte al giorno d&#8217;oggi viene pagato meno che nel 1983, la lana si getta via) ha ideato Sardinia Farm, una fattoria on-line (www.sardiniafarm.com) per adottare a distanza una pecora. E i benefattori come contropartita ottengono forme di pecorino casalingo. Emilio è eccezionale. Con il suo viso incorniciato da una barba bianca che pare fatta con la lana snobbata delle sue pecore, è uno degli ultimi testimoni di una Sardegna pressoché perduta, che rimane in contatto con il mondo attraverso il web.</p>
<p>È il suo metodo di garantirsi un domani. Potenzialmente. Di certo c&#8217;è che in queste zone i profeti della «decrescita», i proclamatori della vita elementare, come lo studioso di economia francese Serge Latouche, ne avrebbero di cose da capire da questa concretezza che tesse l&#8217;arcaico con il moderno intrecciando i fili della memoria assieme a tecniche nuove. Come al Museo del rame e del tessuto di Isili in cui si scoprono oggetti di antica fattura con il sottofondo jazz di Enzo Favata. In aggiunta al ripristino delle antiche botteghe del rame, al museo incuriosisce la vicenda dei ramai, venditori girovaghi attraverso le vie dell&#8217;isola e custodi del segreto dell&#8217;Arbaresca, un codice linguistico dalle origini in buona parte oscure. Ai margini del borgo svetta la torre del nuraghe Is Paras: ha 3.500 anni e assieme a i suoi 12 metri è il più elevato tra i 7 mila monumenti nuragici in Sardegna (informazioni visite museo e nuraghe: Coop. Sa Frontissa, te!. 0782.80264).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/43/italia/sardegna/sardinia-farm/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trenino in Sardegna</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/42/italia/sardegna/trenino-in-sardegna/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/42/italia/sardegna/trenino-in-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 04:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/42/italia/sardegna/trenino-in-sardegna/</guid>
		<description><![CDATA[Sul trenino delle ferrovie secondarie in partenza dalla stazione del paese, si raggiunge la Barbagia, con visuale su panorami spettacolari di boscaglie e monti. Si costeggia il lago Flumendosa prendendo la via di Lanusei, o il laghetto di [s Barrocus nel caso che si sceglie di dirigersi in direzione di Sorgono, una cittadina alle falde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><P>Sul trenino delle ferrovie secondarie in partenza dalla stazione del paese, si raggiunge la Barbagia, con visuale su panorami spettacolari di boscaglie e monti. Si costeggia il lago Flumendosa prendendo la via di Lanusei, o il laghetto di [s Barrocus nel caso che si sceglie di dirigersi in direzione di Sorgono, una cittadina alle falde del Gennargentu, collocato in posizione centrale rispetto ai laghi Omodeo e Gusana. Dopo la sua costruzione, negli Anni 20, l&#8217;Omodeo mantenne il record di lago artificiale pi&#249; grande del mondo, in seguito d&#8217;Europa, e adesso d&#8217;Italia. Sul lago di Gusana, in direzione opposta, il panorama diventa quasi alpino, lungo le rive e le vallate intorno al lago si snodano tantissimi sentieri da percorrere a piedi o a cavallo sino alle colline del Gennargentu (Centro ippico Taloro, te!. 0784.58422). Ci si sente esploratori, viceversa, remando a bordo di una canoa sulle acque del Cedrino, a poca distanza da Dorgali. I monti calcarei del Supramonte, aspri e tormentati, si innalzano come un baluardo ciclopica lungo le rive verdi di boschi e di macchia. Si naviga nella quiete, in cerca di approdi tranquilli sino alle chiare sorgenti carsiche di Su Gologone e da qua raggiungere a piedi le grotte di Sa Oche (la voce) e Su Entu (il vento), altrimenti arrampicarsi sulla vetta del monte di Tiscali, fra le rovine del paese nuragico, una delle ultime roccaforti di opposizione degli antichi sardi contro la conquista dell&#8217;impero romano. </P></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/42/italia/sardegna/trenino-in-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mongolia</title>
		<link>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/41/asia/mongolia/</link>
		<comments>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/41/asia/mongolia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 11:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mongolia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.viaggi-nel-cassetto.org/41/asia/mongolia/</guid>
		<description><![CDATA[TRIBU&#8217; in competizione La festività nazionale più incredibile della Mongolia è il Naadam (11, 12 e 13 luglio). Sono i giorni nei quali i clan nomadi si raggruppano per misurarsi nel combattimento, nel tiro con l&#8217;arco e nella corsa a cavallo, e valutare, al giorno d&#8217;oggi come mille anni fa, il loro coraggio.
Le sue origini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TRIBU&#8217; in competizione La festività nazionale più incredibile della Mongolia è il Naadam (11, 12 e 13 luglio). Sono i giorni nei quali i clan nomadi si raggruppano per misurarsi nel combattimento, nel tiro con l&#8217;arco e nella corsa a cavallo, e valutare, al giorno d&#8217;oggi come mille anni fa, il loro coraggio.</p>
<p>Le sue origini sono molto più lontane nel tempo dell&#8217;epoca d&#8217;oro della Mongolia, quello delle conquiste di Gengis Khan (morto nel 1227), quando il Naadam era il momento per i generali di selezionare i soldati più valorosi. Nel corso della solennità cavalieri molto giovani (dai 5 ai 15 anni) si cimentano in una galoppata a cavallo di 35 km: tutta Ulaanbaatar aspetta il vittorioso per toccare il pelo del destriero e trarre dal suo sudore potenza e fortuna. Colui che vince nel combattimento diviene un prode, invece gli arcieri, che possono essere uomini o femmine, rappresentano la precisione e la padronanza di se, due particolatità care a Gengis Khan.</p>
<p><span id="more-41"></span></p>
<p>Animismo e sciamanesimo, un indagine che non smetterà  per tutto il cammino. Nessuno qui è mai partito sulle orme di Gengis Khan, questo giovane mandriano e grande combattente, questo dominatore mongolo che ha saputo adoperare il proprio ingegno politico e militare e la sua religiosità  per aggregare le tribù turche e mongole dell&#8217;Asia Centrale e edificare nel XlII secolo l&#8217;impero più esteso di tutti i tempi. LOVOO di Batshireet, che si erge di fronte a noi come un banale ammasso di sassi, è la dimora delle spiriti del posto. La sua figura piramidale rappresenta un collegamento tra la terra ed il cielo.</p>
<p>Questo ovoo sacro è stato frequentato da Gengis Khan in persona. Come quello costruito sui Bukhan Kaldum, Il monte in cui si rifugiò la famiglia Khan, abbandonata dal suo clan in seguito all&#8217; uccisione nel 1167 del genitore di Temudjin (il futuro Gengis Khan). Dopo aver vagato fra i monti alle sorgenti del fiume Onon e vissuto come un nomade privo di gregge, Temudjin sopravviverà  e rimarrà , per tutta la sua vita, legato alle divinità  e agli spiriti del suo territorio. Verrà  a ricavare energia e consigli in casa di Khan Tanger (Tangri, l&#8217; esclusivo signore del firmamento) prima di avviare ciascuna delle sue grandi conquiste.</p>
<p>Chimgee, la più superstiziosa del gruppo, si affretta ad avviare la cerimonia che consiste nel eseguire tre giri attorno all&#8217;ovoo in senso orario. Dopo aver messo alcuni sassi sulla piramide, porta le sue offerte sull&#8217;altare. Emblematicamente ha posto la propria sorte nelle mani delle divinità e si è posta alla stessa altezza di qualunque altra forma di vita, per procedere con modestia  e trarre beneficio della protezione divina. L&#8217; identico rituale si ripeterà , nel corso di il nostro cammino, a ciascun antenato, per ognuno dei miei compagni.</p>
<p>La sosta successiva è il piccolo convento di Bereeven, accanto al confine russa, a nordest di Ulaanbaatar. Sino al XVII secolo questo ridotto insieme monastico è stato errante. Ed ha finito per fermarsi in questo territorio per divenire una scuola di pittura e scultura. Raso al suolo durante il regime sovietico, simboleggia per i nomadi un emblema della libertà  religiosa. Prima di introdursi nel tempio a pregare Buddha, Gongor e Chimgee si dedicano alla cerimonia della rinascita. Si tratta di addentrarsi in una stretta caverna e di uscirne come un bebè dal ventre della mamma. Ci si distende in seguito su un&#8217;ampia lapide per crescere, prima di sedersi su un trono in pietra che rappresenta la maturità . Dopo una notte in tenda, riprendiamo il nostro cammino verso di Binder, un piccolo abitato non distante da Dedal, località di nascita di Gengis Khan. Il sentiero è lungo e accidentato. Nel momento in cui ci avviciniamo le marmotte se la svignano per rintanarsi dentro alle loro tane, come i piccoli scoiattoli delle sabbie quando in cielo l&#8217;aquila ed il falco vanno a caccia. Le grandi mandrie di cavalli, vacche, yak, cammelli, pecore, capre si stiracchiano all&#8217;orizzonte spazzato dai venti, la luce vacilla al passaggio delle nuvole che formano ombre fugaci nelle pianure fertili. In mezzo  al cammino, Gongor e suo padre prendono la decisione di passare la nottata nell&#8217; campo di famiglia. Sulla prateria ci viene incontro di noi un cavallo al galoppo. Nello spazio smisurato il cavaliere non è distinguibile e mentre si avvicina non si osserva un uomo assieme al il proprio destriero ma un unico insieme, plasmato dalla stessa terra, dallo stesso clima, merito di una eccezionale sicurezza nel&#8217; passare con forza e tenacia le distese più aspre, più ventose, più fredde e più torride della terra. In quel momento si capisce meglio il senso di una massima nomade che recita: «un mongolo privo del proprio destriero è come un uccello privo di ali». Ammaestrato verso il 350 A.C., cacciato per le sue carni, alleato degli arcieri di Gengis Khan, il piccolo cavallo è il fulcro della comunità  nomade. Simboleggia l&#8217; agiatezza, la libertà  e la grandezza  degli uomini della steppa assieme a i quali condivide qualsiasi aspetto della vita nomade.</p>
<p>Il nipote di Dashzeveg ci saluta. Ha sette anni e cavalca ogni volta a pelo. Canta per l&#8217;arrivo della sua famiglia e ci accompagna sino al&#8217; campo di yurte (le tende, dette pure gers). Tserendolgor, la madre di Gongor, non incontra suo figlio da 4 mesi. L&#8217; abbraccio è caloroso e la vecchia donna ci invita nella sua abitazione. È vestita con un deel, la tunica tradizionale di cotone o di lana, e ci serve del te, del latte di giumenta e piccoli pezzi di yogurt secco. Dashzeveg tira fuori la vodka ed il tabacco da fiuto, il khuurug, componente essenziale al buon svolgimento di qualsiasi incontro.</p>
<p>I nomadi sono ispirati da solidi valori peculiarità dei grandi uomini. L&#8217; accoglienza , pietra angolare della loro sopravvivenza, è una prerogativa , ma addirittura un obbligo codificato nello Yassak, il codice penale readatto da Gengis Khan nel 1206 per rendere unita la popolazione errante. Prescrive, fra l&#8217;altro, che chiunque non condivida il proprio pasto assieme a un forestiero verrà  punito. Nella tenda, Tserendolgor si prende cura della sua pentola. Collocato nel mezzo della struttura, il focolare è sacro. Simboleggia la vita e forma un legame fra gli avi ed i loro discendenti, rappresenta il succedersi delle generazioni. Lo Yassak detta regole pure sul fuoco. è proibito sputare o buttare acqua sulle fiamme. Mentre fuori i più giovani uccidono la pecora e la preparano, nella yurta si chiacchiera di armenti. Della esigenza  di variare pascoli, dei lupi che si aggirano &#8230; Sono questi problemi a indirizzare i nomadi nelle loro decisioni. Senza gli animali non ci sarebbe vita. Sono necessari dai 300 ai 400 capi di bestiame affinché una famiglia di sei individui possa far fronte alle più essenziali necessità. Per conservare il bestiame in buona salute è essenziale variare pascolo 4 o 5 volte all&#8217;anno. In questo modo si percorrono fra i 600 e gli 800 km. La primavera è la stagione delle nascite e dei capricci meteorologici. è Il periodo che i nomadi temono di più.</p>
<p>Nel 2000, dopo una siccità  devastante seguita da un freddo micidiale, migliaia di animali sono morti lasciando centinaia di famiglie nella miseria più nera. Costretti ad un allontanamento rurale, tantissimi nomadi si sono rifugiati nelle periferie di Ulaanbaatar andando ad aumentare la baraccopoli (la definiscono yurteville).</p>
<p>Per contenere il fenomeno l&#8217; amministrazione ha messo a punto un progetto per concedere capi di bestiame alle famiglie che vogliono ricominciare la pastorizia, ma per adesso è rimasto inattuato a causa di assenza di denaro. La sera mangiamo la carne cotta sulla pietra calda, una specialità  mongola, e l&#8217;argomento del colloquio cade ancora su Gengis Khan. Tserendolgor, come suo marito, visse tutto il tempo socialista. &#8220;In quel&#8217; periodo», racconta «era proibito addirittura pronunciare il nome del nostro eroe. La storia venne rimossa dai nostri ricordi. Gli storici vennero assassinati, i monasteri distrutti. lo non conosco Gengis Khan, sono troppo anziana». La storia del Paese è attualmente tornata sui banchi di scuola ed il popolo mongolo, in cerca di peculiarità , si rifà  al grande combattente. La sua saga, scritta intorno al 1228 nella Stona segreta dei mongoli, è argomento di studio per migliaia di giovani. A 17 anni Naigal crede che la&#8217; coesione  della comunità della steppa sia dovuta a Gengis Khan. &#8220;Fu un grand&#8217; uomo, audace, orgoglioso, nobile, equo e corretto», ci dice. &#8220;A Harhorin, la sua capitale, dava ascolto a sudditi di tutte le religioni e parlava di filosofia assieme a loro. Non era un selvaggio. Ha fatto la guerra per dare inizio alla pace. Ha accomunato tutte le tribù e ciascuna poteva fare affari e muoversi in tutto l&#8217;impero in assenza di timori. Ha voluto un&#8217;economia basata sulla pastorizia e il nomadismo in una enorme steppa popolata da uomini felici», conclude. Il giorno successivo proseguiamo alla volta di Dadal passando per Binder, un piccolo abitato sulle rive dell&#8217;Onon. In questo luogo, nel 1197, Temudjin sarà  eletto Khan dalla&#8217; nobiltà mongola e diverrà  Tchinggis Qaghan, il sovrano universale. Intanto che ci avviciniamo a questo posto, il nostro conducente recita poemi nomadi. Arrivati, ognuno si dedica di nuovo alla cerimonia dell&#8217;ovoo e ovviamente intona i canti delle steppe. Di ritorno sulla pista attraversiamo il fiume Onon e, qualche tempo dopo, giungiamo al punto cruciale del nostro cammino, Dadal, il villaggio d&#8217;origine del Khan. Dinanzi alla enorme stele dell&#8217;imperatore, Chimgee tira fuori da un cofanetto di legno prezioso una edizione semplificata de La storia segreta dei mongoli. Poi un lunga meditazione, ci invita ai piedi dell&#8217;effigie, apre il suo volume, lo protende verso la figura di Gengis Khan e legge alcune parole. «Nel luogo detto di Deluun Boldog Gengis Khan venne alla luce nel 1155&#8243; e, richiudendo il testo, aggiunge «qua vive in noi stessi il suo spirito».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.viaggi-nel-cassetto.org/41/asia/mongolia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
