Valle dell’lnn – Le vie del vetro d’autore


Solamente Il palazzo reale di Schonbrunn a Vienna ha più visitatori, in Austria. I Mondi di Cristallo Swarovski rappresentano Il secondo richiamo nazionale, con 720 mila spettatori nel 2004. Sorto nel 1995 per celebrare i cent’anni dell’azienda, questo piccolo museo a Wattens (poco ad est di Innsbruck, subito dopo la pittoresca cittadina di Hall, vecchia capitale del Tirolo) ha avuto un trionfo incredibile, al di là  di ogni predizione, e si è via via ampliato per agevolare il flusso di pubblico (info: let 0043.5224.51080, www.swarovski.com/kristallwelten). Attualmente ha un accesso sfarzoso con una fontana imponente e 13 camere interne con opere in cristallo di un gruppo di artisti internazionali, guidati da Andrea Heller. Daniel Swarovski, creatore dell’azienda di Wattens nel 1895, proveniva dalla Boemia e trovò in questo luogo nella valle dell’lnn numerosi artigiani che già  sapevano lavorare brillantemente il cristallo. La tradizione è rimasta. Nel borgo medievale di Rattenberg quasi tutti i negozi sono botteghe di oggetti in vetro soffiato e cristallo, dai souvenir di pochissimi euro alle vere opere d’arte. A Kufstein, al confine con la Germania, si trova la cristalleria Riedel, famosa per calici e bicchieri. Nello stabilimento si possono ammirare i soffiatori al lavoro tel. ( 0043.5372.64896, www.riedel.com).

Vado dietro a Peppe e la sua vecchia Panda. Saliamo a Viggianello sovrastato dalla rocca sveva, con i suoi riti arborei di fine agosto. Successivamente su vie solitarie ci spostiamo a San Severino Lucano, che per il cielo terso e senza di inquinamento gli astrofili chiamano il «paese delle stelle». Qua d’inverno i cittadini partecipano numerosi all’uccisione del porco, l’evento più importante dell’anno. Giungiamo alla fine a Terranova, la vera "porta del Pollino», da dove si parte per le escursioni ai canyon, alle alte cime d’attorno e agli antichi fondali oceanici sconvolti dalle eruzioni dei vulcani. A 204 km da Potenza, Terranova è il Comune italiano più distante dal proprio capoluogo.

"Che cosa ci vado a fare?» Alla fine ha ragione Antonietta, 83 anni, uno degli ultimi cittadini di Tursi. Che cosa ci va a fare a Matera? È stata sufficiente quella volta di 60 anni addietro, quando dovette mettere al mondo il suo unico figlio. Da quella volta non si è più mossa dal proprio borgo, col centro storico (Rabatana) sopra un’altura di argilla che è un autentico capolavoro architettonico di origine araba. Sì, perché 1200 anni addietro, Bari era residenza di un emirato e testimonianze di insediamenti arabi sono ancora visibili a Tricarico e a Pietrapertosa. Ma è Tursi, questo insieme di muri diroccati, che emana il fascino maggiore, questo saliscendi di scale in pietra e angusti vicoli silenziosi, pressoché completamente lasciati a se stessi, se non fosse per qualche anziano che si arrampica per gli scalini col bastone e per un audace ristorante in vetta alla contrada, il Palazzo dei Poeti (uno di loro è probabilmente Albino Pierro, tursitano e più volte in odore di Nobel?). 40 km a nord del Pollino e ad una ventina dalla costa di Policoro, Tursi è incastonato in mezzo a due fiumi, il Sinni e l’Agri, le cui valli mantengono i paesaggi più brulli e lunari della Lucania. Sono i calanchi di Aliano, di Sant’Arcangelo, di Senise, primi avvertimenti di un inaridimento che avanza ineluttabile.

«Da qualsiasi parte non c’erano che burroni di argilla bianca», scriveva Carlo Levi riferendosi a Aliano, «sul quale gli edifici stavano come liberati nell’aria». Il medico scrittore vi rimase al confino dal 1935 al 1936 (egli la chiamava Gagliano) ed al giorno d’oggi, grazie al museo a lui dedicato, è possibile vedere i luoghi in cui ha vissuto.

Poco è cambiato da quei tempi ed è salendo sino in vetta al gruppo di case e affacciandosi al dirupo, quello grande dopo la curva verso sinistra, che vedrete di nuovo le medesime argille bianche, i precipizi, i paesaggi calanchivi e lunari descritti da Levi.

Niente è comparabile però alla bellezza introversa e metafisica di Craco, paese fantasma non lontano da Aliano, abbarbicato su una vetta a dominio del torrente Salandrella. Andarvi in automobile è di per sé una esplorazione, i panorami sui calanchi si susseguono costantemente, sinché non si parcheggia all’ombra delle alte mura e si inizia a passeggiare. Attenzione, Craco è deserto; i vicoli sono ricoperti di sterpaglia, le case in sasso per lo più rovinate e lo sono dal lontano 1963, quando il borgo venne evacuato con la forza a causa di una frana. Da quel tempo Craco si è bloccato, offrendo a chi la visita un viaggio nel tempo.

Come in una rara Pompei del Novecento.

Spiagge, mare, molti pesci diverse, panorami drammatici o fiabeschi. Musica e danza, allegria e sole tutto l’anno: gli stereotipi del tropico esistono tutti, ma proprio tutti. L’arcipelago di Capo Verde, 10 isole di origine vulcanica, a 500 km dalle coste del Senegal, nel bel mezzo dell’Atlantico, è a solamente 5 ore di volo dall’Italia. 10 mondi diversi.

Frammenti di terra cadute dalle mani di una divinità successivamente alla creazione, dicono. L’Africa senza malaria e fuori- porta, che accoglie l’Europa con un recente aeroporto internazionale a Praia, la capitale, sull’isola di Santiago, ed un altro in progettazione su Boa Vista che, assieme a Sal, forma sino ad oggi l’enclave italiana del turismo a Capo Verde. Appunto la nostra nazione è diventata infatti qua, con 200 milioni di euro, il primo investitore turistico.

Chiaramente i problemi ci sono – l’ antica aridità, per esempio, a dispetto dell’ appellativo Capo Verde – e non manca il lavoro per missionari e volontari, ma il grado di accrescimento culturale, sociale e sanitario è di gran lunga superiore a qualsivoglia altro Stato del Continente Nero. Un risultato eccezionale ottenuto in modo normale, cioè dall’ esodo dei capoverdiani alla volta dell’ Europa e specialmente verso Boston, negli Stati Uniti. Lavorando, con le relative rimesse gli emigranti hanno donato al Paese linfa vitale, nella probabilità di un ritorno.

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La Costiera deve essere percorsa in orizzontale ed in verticale nello stesso tempo. Una croce d’acqua e di roccia. Altare decorato di limoni. L’ allegria è nella geografia. Cetara, Atrani, Maiori, Minori, Amalfi, Ravello, Conca dei Marini, Praiano, Positano: piuttosto che borghi rappresentano perle di un rosario, preghiere di un giorno d’aria. Questo diventa un itinerario di precisione, ci si sposta su carta millimetrata. La Costiera non è posto per i claustrofobici.
Piuttosto è certamente raccomandata a colui che patisce di agorafobia. In questo luogo non c’è paura di imbattersi in una piazza vasta. La piazza più famosa è quella di Amalfi, e più che una piazza è un punto di osservazione per guardare con meraviglia la gradinata e la straordinaria facciata della cattedrale. Gli occhi conducono una vita spericolata, movimenti velocissimi per rincorrere donne nordiche in vesti fruscianti, davanzali e ringhiere, strisce di smeraldo e dopo le case appoggiate sulla credenza della montagna come capre, come vasetti di confettura. Il mare e l’argilla, acqua e fuoco. Monte trapunta, stuoia. Pergamena accartocciata dal cazzotto di un ciclope. Ammirando le terrazze amalfitane, Salvatore Quasimodo commentava: “Qui è il giardino che cerchiamo sempre ed inutilmente dopo i luoghi perfetti dell’infanzia”. A Ravello, dove non c’è mai puzzo di chiuso, i giardini affrescati sul palmo della mano rappresentano una festa di essenza e luce. Giardini belli, ma pure molto utili, se pensate al contributo fondamentale all’equilibrio idrogeologico dell area. Visitando la scogliera ben presto vi renderete conto che pressoché ciascuna famiglia ha la sua oasi di giallo citrino. L’intimità di questo albero con la esistenza della gente è testimoniata inoltre dal fatto che lo si ritrova pitturato nelle ceramiche dell area e incisivo in molti oggetti dell’artigianato. Attorno ad ogni dimora, ciascun paese, appare un frascheggio di pergole, di scale: rappresentano cornici che ricordano quelle tele quattrocentesche che avevano nel mezzo la Madonna e d’attorno ghirlande di frutta dove non mancavano mai i limoni. In queste zone è storia vecchia.
Un dipinto nella casa del Frutteto a Pompei ci offre una delle prime raffigurazioni nel mondo dell’occidente di questo albero nata in Cina e che ha avuto negli arabi cultori eccellenti. Ci troviamo davanti a una pianta che è un prodigio botanico: la sua vita si rinnova di continuo (non per caso è presente nella simbologia di numerose religioni): sui rami le differenti fasi del ciclo vitale sono compresenti e in nessuna stagione è sparito il verde della sua frasca. A coglierne l’unicità incantevole vengono in soccorso i versi di Torquato Tasso: “… l’aura che rende gli alberi fioriti:! co’ fiori eterni eterno il frutto dura,! e mentre spunta l’un, l’altro matura”.
Il limone della Costiera è lo sfusato. Non possiede semi, è piuttosto pesante, ha la porzione gialla della scorza (il flavedo) più spessa, ha più vitamina C. Possiede una fragranza e un’acredine dovuti al suolo vulcanico ed è singolare non soltanto nella sua forma allungata e ,a punta che lo rende come una mammella che allatta, ma anche per il profumo e le peculiarità organolettiche che permettono, tra l’altro, di realizzare un limoncello tipico. La raccolta avviene come è sempre avvenuta, lenta e meticolosa, escludendo l’uso di macchine.
Differenti, invece, le procedure di vendita: giungono nelle nostre case non più avvolti in quelle veline immaginifiche di carta bianca che proteggevano il frutto e ne facevano intuire Il valore. Il limone amalfitano è una nicchia di agricoltura virtuosa con la quale dobbiamo cautelare in modo assoluto la sopravvivenza. È in gioco non solamente il reddito dei produttori, ma la straordinaria immagine di un ambiente. li connubio tra frutti assai belli (trombe d’oro della solarità li definì Montale) e un ambiente come la Costiera ha contribuito a plasmare quell’atmosfera paradisiaca che fece scrivere a Goethe ” Conosci  tu la terra dove il limone fiorisce? Laggiù, laggiù voglio con te fuggire” La Costiera è un lunapark in assenza di giostre e senza rumori. Strettoie e scalini, scendere e salire. Da ogni fenditura sporgono erbe di passaggio, gli accesi colori delle bougainvillee, gli altissimi fiori dell’agave e le cupole fronzute dei carrubi, bocche di leone, oleandri e fichi sperduti in mezzo ai gerani ed i salottini dei limoni. Di fronte a tanta grazia ci sentiamo come scorzette le scorzette degli agrumi che ad Amalfi cristallizzano con lo zucchero e poi imbevono un po’ nel cioccolato. Nel momento in cui arrivate qua lasciate riposare la vostra anima nel Chiostro del Paradiso, il solo che per adesso ci è consentito. Abbiate cura di non temere il buio mentre vedrete il sole calare dietro i Faraglioni di Capri. Vi farà luce il batticuore. 

La Costiera deve essere percorsa in orizzontale ed in verticale nello stesso tempo. Una croce d’acqua e di roccia. Altare decorato di limoni. L’ allegria è nella geografia. Cetara, Atrani, Maiori, Minori, Amalfi, Ravello, Conca dei Marini, Praiano, Positano: piuttosto che borghi rappresentano perle di un rosario, preghiere di un giorno d’aria. Questo diventa un itinerario di precisione, ci si sposta su carta millimetrata. La Costiera non è posto per i claustrofobici.

Piuttosto è certamente raccomandata a colui che patisce di agorafobia. In questo luogo non c’è paura di imbattersi in una piazza vasta. La piazza più famosa è quella di Amalfi, e più che una piazza è un punto di osservazione per guardare con meraviglia la gradinata e la straordinaria facciata della cattedrale. Gli occhi conducono una vita spericolata, movimenti velocissimi per rincorrere donne nordiche in vesti fruscianti, davanzali e ringhiere, strisce di smeraldo e dopo le case appoggiate sulla credenza della montagna come capre, come vasetti di confettura. Il mare e l’argilla, acqua e fuoco.

Monte trapunta, stuoia. Pergamena accartocciata dal cazzotto di un ciclope. Ammirando le terrazze amalfitane, Salvatore Quasimodo commentava: “Qui è il giardino che cerchiamo sempre ed inutilmente dopo i luoghi perfetti dell’infanzia”. A Ravello, dove non c’è mai puzzo di chiuso, i giardini affrescati sul palmo della mano rappresentano una festa di essenza e luce. Giardini belli, ma pure molto utili, se pensate al contributo fondamentale all’equilibrio idrogeologico dell area. Visitando la scogliera ben presto vi renderete conto che pressoché ciascuna famiglia ha la sua oasi di giallo citrino. L’intimità di questo albero con la esistenza della gente è testimoniata inoltre dal fatto che lo si ritrova pitturato nelle ceramiche dell area e incisivo in molti oggetti dell’artigianato.

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E’ ormai passato un bel po’ di tempo da quando son stato in Argentina l’ultima volta, direi che potrebbe essere il caso di pianificarci di nuovo un bel viaggio, magari un po’ più lungo del precedente.

La volta scorsa ci sono andato per lavoro, la zona era quella di Cordoba, per l’esattezza Villa Carlos Paz. Un posto davvero bello, al limitare della Pampa, dove si incontra con le prime montagne delle Ande.

L’impressione è di avere a che fare con un oceano sconfinato di terra, terra verde fertile tutta a pascolo con le mandrie che sembrano vivere una vita selvaggia. In realtà  sono curate ed accudite dai leggendari Gauchos che oggi sempre più spesso guidano fuoristrada e Quad e riservano al cavallo solo le occasioni mondane e le esibizioni per i turisti.

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Intanto cerchiamo di definire bene cosa si intende per viaggi organizzati. Nell’accezione comune si intende un viaggio organizzato da altri e omnicomprensivo di (quasi) tutto, il volo, l’alloggio, le escursioni e talvolta anche il trasporto dei bagagli.

Ecco, stando così le cose per me sono la quanto di più noioso esista in assoluto, il totale stravolgimento del viaggio come lo intendo io. Per me la parte più bella è proprio l’organizzazione, la ricerca del mezzo migliore per arrivare, dell’itinerario più interessante, del pernottamento nel luogo più caratteristico, quello che può trasmettermi l’Anima del luogo che vado a visitare.

Se mi togliete questo il mio viaggio diventa monco, manca una parte importante, senza contare che a me non piace vedere quel che vogliono vedere tutti, non piace stare isolato da chi vive normalmente quei luoghi, in una specie di gabbia dorata costruita apposta per me e per le mie abitudini.

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montagna.jpgViaggiare in Francia non significa solo visitare Parigi, ci sono centinaia di luoghi molto interessati e meno gettonati dai turisti superficiali.

La cittadina si trova in Provenza, regione francese nota ai più per le profumate coltivazioni di lavanda, si trova nel sud-est della francia. Avignone è una piccola cittadina che diventa famosa nel 14° secolo come importante centro culturale grazie all’apporto di Papa Clemente V, a tutt’oggi mantiene vive le sue radici culturali grazie a numerose manifestazioni, la più famosa delle quali è il Festival d’Avignone che si tiene tutti gli anni in luglio e richiama migliaia di visitatori.

Una delle cose da non perdere di Avignone è il Palazzo Fortificato dei Papi, del 14° secolo, al suo interno un numero infinito di stanze e sale decorate finemente che rendono efficacemente l’idea dello sfarzo del tempo.

Altro manufatto da non perdere è il Pont St Benezet, costruito nel 12° secolo per unire Avignone alla vicina Villeneuve-Avignon. Si tratta del famosissimo Pont’Avignon citato in una famosa filastrocca francese per bambini. Una volta era lungo 900 metri ma successive ricostruzioni lo hanno modificato sino allo stato attuale dopo il crollo parziale del 15° secolo.

Avignone ha un suo aereoporto che dista circa 8 km dal centro, in alternativa si può atterrare a Nizza o Marsiglia, la città è servita dal TGV, quindi anche il viaggio in treno è rapido e piacevole.

L’ospitalità è garantita da molti hotel ad Avignone, vasta è la scelta sia di tipologia che di prezzo. Insomma una meta decisamente interessante per chi vuole visitare la provenza ed il sud della Francia.

fotografo.jpgNelle giornate di fine inverno può essere molto piacevole visitare San Gimignano, una bellissima ed unica cittadina in provincia di Siena, una delle sue peculiarità è il suo aspetto medievale arricchito dalle numerose torri che risalgono all’epoca in cui San Gimignano si fregiava del titolo di “libero Comune”.

Le famiglie più in vista facevano a gara per chi costruiva la torre più alta, ancora oggi se ne possono ammirare moltissime all’interno delle sue mura. Le strade del paese sono costellate di bei palazzi , ed il turista potrà trovare il conforto di ottimi cibi e vini nei numerosi locali. Leggi il resto di questo articolo »

Viaggiare non vuol dire sempre salire su un aereo o un treno, anzi …..

Nella mia (lunghetta) vita credo di aver viaggiato quasi con tutto, forse mi manca “a dorso di somaro” ma sono ancora in tempo per rimediare.

Ricordo ancora con nostalgia il primo viaggio fatto in autonomia, assieme ad un amico 400 km in vespa e via verso il mare. Oggi potrà sembrare una piccola cosa, ma vi assicuro che in quegli anni non era cosa da poco, se aggiungiamo poi che assieme a noi viaggiava un’altro temerario a bordo del mitico ciao della piaggio possiamo parlare quasi di avventura epica. Leggi il resto di questo articolo »

Probabilmente sarà  il mio prossimo viaggio, sono appassionato del nord Europa, ho visitato più volte la Finlandia in inverno, per l’estate invece credo opterò per la Norvegia nella regione dei fiordi.

E’ possibile viaggiare low cost verso Oslo con Ryanair da Orio al Serio e da Pisa, il volo è abbastanza breve.

Una volta giunti ad Oslo è possibile raggiungere la regione dei Fiordi in poche ore, sia con i mezzi pubblici che con l’auto (credo opterò per questa seconda opzione).

Bergen è una cittadina molto vitale, di origine medievale, propone diversi musei ed attrazioni, oltre ovviamente alle visite dei fiordi. Per chi vuole dedicarsi alle visite ai musei l’amministrazione comunale mette a disposizione la Bergen Card che consente di usufruire di notevoli sconti sia sui mezzi pubblici che sugli ingressi ai musei.

Non si tratta certo di una vacanza modaiola ma piuttosto di una full immersion nella natura incontaminata del grande nord e nella antica cultura norvegese.

airbus a 380Da un po’ di tempo se ne sente parlare sempre più spesso, l’Airbus A380 è finalmente diventato operativo, dopo anni di progettazione e costruzione si iniziano a vedere i primi esemplari sulle rotte di linea.

Questo Aereo, frutto dei migliori progettisti aereonautici, si può attualmente definire il più grande del mondo, dispone infatti di una capienza sino ad 800 posti su due ponti, i suoi 73 metri di lunghezza, 79 di apertura alare e 24 di altezza ne fanno un assoluto colosso a disposizione dei viaggiatori intercontinentali.

Al momento sono in servizio solo due esemplari di proprietà della Singapore Airlines, operativi sulla rotta Singapore Sidney, a questi se ne aggiungerà presto un terzo sulla rotta Londra Singapore.

In questa versione Equipaggiata per Singapore Airlines si è voluto privilegiare il confort di viaggio, limitandosi a “soli” 500 posti circa, tutto questo per poter realizzare, oltre ad una classe economica ed una business dalle caratteristiche di confort superiori alla media a, anche una serie di 12 Suite, dotate di un vero e proprio letto, oltre che di poltrone Frau e Tv da 23 pollici. Leggi il resto di questo articolo »

ombrello.jpg Lo so, sono un viaggiatore molto anomalo, amo viaggiare quando ci sono poche persone in giro, non sono un asociale, amo parlare con la gente, ma un hotel pieno di italiani a Mombasa non è certo il mio ideale di vacanza.

Per questo motivo amo viaggiare fuori stagione, quando i grandi flussi migratori dei turisti lasciano il posto ad atmosfere più reali e credibili, sotto ogni aspetto, dall’incontro con la gente del luogo al semplice cibo autoctono e non preconfezionato a misura di turista.

Lasciatemelo dire, uno spaghetto alla carbonara mangiato a Stoccolma è davvero di una tristezza unica, anche se lo avesse cucinato il Carnacina in persona; è mia convinta opinione infatti che il cibo e la cucina siano parte essenziale del viaggio, certo, non tutto mi piace, ci sono piatti non adatti al mio palato da italiano, però vi assicuro che dovunque sia stato ho comunque trovato un buon numero di sapori che facevano al caso mio, senza andare a scomodare quella terribile cucina pseudo-italiana che in molti cercano di propinare al turista.

Dicevamo “Fuori stagione” è bello, si incontra tanta bella gente, si visitano i luoghi in tutta tranquillità  e si conoscono persone che non sono solo interessate a mollarti qualche patacca.

Certo che ci sono gli svantaggi, ovvio che nella stagione delle piogge piove e quindi ci si bagna, quindi meglio essere preparati a rinunciare alla tintarella nei paesi tropicali ma a tornare con un bagaglio carico di emozioni e conoscenza.

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Un viaggio che desidero da tempo fare è in Portogallo, di questa nazione un po’ particolare vorrei visitare la regione dell’ Alentejo che si trova nel sud del Portogallo, dai confini con la Spagna sino all’oceano Atlantico.

Quello che mi affascina di questa regione è principalmente il suo territorio che è composto da zone molto diverse tra di loro, ricco di natura rigogilosa e di antiche vestigia del passato.

Se un giorno mi deciderò a fare questo viaggio allora senza dubbio userò la cittadina di Evora, che fa parte dichiarata patrimonio dell’umanità  dall’ UNESCO come base per le mie escursioni, senza dimenticare di passare almeno un paio di giorni nella capitale: Lisbona, dove arriverò  con un comodo volo di linea, oppure con un’auto se decisessi di usare Ryanair e quindi atterrassi in un’altra interessantissima città  : Oporto.

Credo che soggiornerò in una posada, antichi edifici rurali ristrutturati e convertiti in resort o agriturismi, penso si il modo migliore per conoscere davvero questa terra.

Mi riprometto di visitare i vari castelli di cui è disseminata la regione e di godere appieno la natura, ovviamente non mi dimenticherò  di passare qualche giorno al mare, sull’oceano, cosa che non ho mai fatto.

Segnalo, per chi intraprendere questo viaggio, il parco naturale del sudoeste, partendo da Muertola si può visitare il parco che comprende le famose cascate  di Pulo do Lobo, alte più di 20 metri.

Bene, mi fermo quà  e mi riprometto di darvi ulteriori dettagli quando ci sarò  andato per davvero, intanto se qualcuno che legge c’è stato e vuol raccontarci qualcosa è il benvenuto.

Chi non pensa di conoscere Venezia ?

Credo che al mondo non ci sia nessuno che ignori la sua esistenza, esistono però altrettanti stereotipi su questa città   particolare, spesso quello che si dice è legato ad un’immagine prettamente turistica, principalmente quella del turismo mordi e fuggi, fatta di una navigazione sino a piazza San Marco e un giretto in quei quattro posti famosissimi e che conoscono tutti.

I più spericolati a volte si avventurano in una camminata dalla stazione fin alla solita piazza, magari riescono pure a veder qualcosa di diverso, però non si allontanano dal percorso quasi guidato, quello che i veneziani evitano come la peste.

I veneziani a questo tipo di visitatori appaiono scorbutici, scontrosi e magari pure un po’ rompiscatole, addiritture ingrati, in fondo i turisti portano loro dei bei soldoni …. Ma non portano solo quelli, portano anche confusione, sporcizia, superficialità .

Il mio rapporto personale con Venezia è stato, sino a pochi anni fa, un rapporto strano, la vedevo (come molti del resto) come una specie di museo a cielo aperto, una sorta di mummia incasinata, quasi una brutta copia di luna park per adulti.

Quelle due o tre volte che ci sono stato ho fatto più o meno quello che fan tutti, un giretto superficiale, la constatazione che tutto costa un occhio della testa e la fatica di camminare stretto in mezzo a migliaia di persone, tutte incanalate in un preciso itinerario e schiave di uno stereotipo comune.
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Siamo molto vicini a Natale, i bambini fremono, aspettano i regali ….

Che regalo sarebbe fargli incontrare Babbo Natale in persona ? Che dite? impossibile?

Assolutamente no, basta avere voglia di organizzarsi e si può donare ai propri bambini un’esperienza indimenticabile, un incontro col mito dei bimbi, il buon vecchio caro Santa Claus.

Ma dove abita Babbo Natale ? Secondo i Finlandesi abita in un piccolo villaggio, proprio sulla linea del circolo polare artico, accanto alla città   finlandese di Rovaniemi.

Rovaniemi è facilmente raggiungibile in aereo, con voli di linea sino ad Helsinky e poi con una breve tratta interna sino alla cittadina lappone. Certamente questo non è il metodo più economico, ma di certo il più veloce.

Chi volesse invece risparmiare può avvalersi della Ryanair, che vola direttamente da Orio al serio a Tampere, poi da Tampere con un vagone letto che viaggia tutta la notte ed una spesa di poco superiore ai 50 euro vi ritroverete a Rovaniemi.

In alternativa potete affittare un’auto e percorrere i poco più di 700 Km che separano Tampere da Rovaniemi, considerate che l’auto vi permetterà  una maggiore autonomia, nonostante i mezzi pubblici in finlandia funzionino benissimo e siano assolutamente abbordabili dal punto di vista economico.

montagna.jpgL’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità   UNESCO (oltre quaranta siti) a testimonianza dell’accresciuta consapevolezza che, gli innumerevoli tesori artistici, architettonici e naturalistici italiani, devono essere salvaguardati e trasmessi alle generazioni future.

Sul sito di Archeologia vengono trattati numerosi argomenti correlati, appunto, all’archeologica, alla storia, al passato dell’uomo, tutto con termini ed esempi comprensibili anche dalla gente comune e non solo da tutti coloro che si occupano di archeologia solo per lavoro.
Oltre all’archeologia, altri argomenti trattati sono il turismo, la cultura e l’Italia in generale (dal divertimento alla burocrazia, dall’arte alla gastronomia).
Un sito particolarmente interessante in quanto, da sempre, l’archeologia ed i misteri del passato sono in grado di affascinare sia i grandi che i piccini.

coppia.jpgNegli ultimi anni sono davvero tanti i turisti che, per organizzare una vacanza, un weekend o un viaggio di lavoro, si affidano ai siti di prenotazioni on-line per trovare un alloggio adatto alle proprie esigenze.

Potrà  sembrare un grosso affare: secondo quanto si dice in giro, si risparmiano tempo e soldi. Siamo così sicuri che sia davvero conveniente come dicono? Questo è uno dei tanti dubbi che pone all’attenzione dell’utente l’autore di webooking, un blog interamente dedicato a questo dilagante fenomeno delle prenotazioni online e che tratta principalmente argomenti riguardanti il turismo, gli alberghi e le prenotazioni.

Questo blog vi spiega quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle prenotazioni on-line, ponendo una particolare attenzione agli svantaggi (che sono davvero tanti!). Un esempio? Effettuando la nostra prenotazione direttamente all’albergo, potremo chiedere informazioni molto più dettagliate sui servizi offerti (sui siti di prenotazione, invece, le informazioni fornite sono davvero poche, come si fa a scegliere l’hotel più adatto alle nostre esigenze?) ed i prezzi probabilmente saranno più convenienti in quanto viene eliminato un (inutile) intermediario!
Il blog risulta costantemente aggiornato (capita spesso di capitare su blog aggiornati l’ultima volta nel medioevo) e propone all’utente recensioni su alcuni alberghi in cui, suppongo, l’autore del blog si sia trovato particolarmente bene, in quanto si tratta principalmente di commenti positivi, quindi guardate con attenzione, magari trovate l’albergo adatto alle vostre prossime vacanze!
Alla destra del blog, l’autore propone numerosi link di siti che trattano gli argomenti più diversi (natura, turismo, sport) sino alle recensioni di alcuni siti particolarmente interessanti (se guardate con attenzione troverete la recensione di un sito internet davvero molto interessante, senza dubbio il più completo sito dedicato al turismo presente attualmente in rete).

Oggi vorrei presentarvi questo blog molto ben realizzato che scrive sul nostro argomento preferito: i Viaggi.

Molto interessanti gli itinerari presenti, in particolare quello su Barcellona, dove è molto ben spiegato quello che convine o non conviene fare nella città catalana, apprezziamo molto la cura dei particolari nel descrivere le varie attrattive.

Non mancano i riferimenti culturali e gli approfondimenti. Il blog permette di iscriversi e proporre i propri articoli, oltre che di lasciare commenti sui post presenti, fateci un giro, non ve ne pentirete.

pranzo.jpgLa Toscana non ha certo bisogno di presentazione. Conosciuta in Italia e all’ estero conta migliaia di turisti in ogni stagione; Firenze, Pisa, Lucca e Siena sono le mete più ambite, ma esistono anche degli angoli della Toscana, meno conosciuti dal turismo di massa, che valgono sicuramente la pena di essere visitati.

Pistoia, ad esempio, è una cittadina di 90.000 abitanti con la sua bellissima Piazza della Sala e Piazza del Duomo, dove ogni anno viene tenuto il Pistoia Blues Festival, una kermesse di 3 giorni che vede sul palco del Duomo i migliori artisti blues mondiali.
Piazza del Duomo è il centro politico religioso di Pistoia; si affacciano in questa piazza, la Cattedrale, il Palazzo del Municipio ed il Tribunale.
All’ interno della Cattedrale è presente il Museo di San Zeno, dove è conservata la reliquia di San Jacopo, patrono di Pistoia.
Pistoia è famosissima per la musica, infatti è proprio qui che vengono costruiti i piatti per gli strumenti a percussione di tutto il mondo. Basti pensare che Puccini, Verdi e Mascagni, richiesero agli artigiani di Pistoia la creazione dei piatti.

Pistoia è anche arte con il meraviglioso Palazzo Rospigliosi, un palazzo ricco di sfarzo creato per Papa Clemente IX da Giulio Rospigliosi, cugino del Papa.
Il Salottino dei Quadri ha una collezione di oltre 50 tele tutte preziosissime e da ammirare. Molte stanze del palazzo hanno pareti rosso porpora, con arredi finissimi e affreschi da lasciare senza fiato.

A pochi chilometri da Pistoia troviamo Pescia, considerato il capoluogo della Valdinievole.
Attraversata dall’ omonimo fiume che divide la città , Pescia è ricca di chiese, vicoli e piazzette che rendono unica questa magnifica cittadina medievale.
Pescia è famosa soprattutto per il mercato dei fiori, che insieme a quello di San Remo, è uno dei mercati dei fiori più importanti a livello nazionale ed internazionale.
E’ possibile visitare il mercato dei fiori insieme al Giardino degli Agrumi, uno splendido parco con più di 200 varietà  di agrumi.
A 10 minuti troviamo la bellissima Villa Garzoni, detta la casa dalle 100 finestre, nel suo parco troverete un teatro paesaggistico veramente di impatto, con trionfi e giochi d’acqua, piante ornamentali e dal 31 marzo 2007 la Butterfly House la casa delle Farfalle, seconda in Italia.

Per maggiori informazioni e per vedere ulteriori itinerari in Toscana inediti: www.holidaytuscany.it